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Gallico (greco-calabro: Gallicò) è un quartiere che fa parte della IX circoscrizione del comune di Reggio Calabria; situato nella parte nord della città, è costituito da una zona marina che si affaccia sullo Stretto di Messina (Gallico Marina) e da una collinare (Gallico Superiore). Ha una superficie pari a 8,97 chilometri quadrati, con una popolazione pari a 12.000 abitanti circa.

Gallico non ha una precisa lottizzazione, ma si sviluppa principalmente lungo la SS 18, detta più comunemente Via Nazionale, e lungo la linea di costa, mentre Gallico Superiore si sviluppa nella convergenza delle strade Casa Savoia, Trapani Lombardo e Anita Garibaldi.

                                                                     

 

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Area metropolitana dello stretto

Gallico ha sempre fatto parte del territorio storico della grande città di Reggio, seguendone la storia nel corso dei secoli caratterizzata  dalle numerose scorrerie dei barbari. La parte marina conserva i ruderi di una torre di guardia di cui una zona ancora oggi porta il nome di "Piazza Torre di Guardia"; altri ruderi di due torri sono presenti sulla collina della "Matta Rossa", una delle quattro motte principali a guardia della città di Reggio. Gallico subì nella sua storia frequenti alluvioni provocate dalla fiumara omonima e dal "San Biagio". Vi sorgeva un antico monastero greco chiamato "Santa Domenica di Gallico"

 

 

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Gallico, innanzitutto, si trova a metà strada tra Reggio Calabria e Villa San Giovanni, può contare su 12000 abitanti circa e, si trova a soli 5 minuti di autostrada dal centro di Reggio. La possiamo benissimo dividere tra Gallico Superiore e Gallico Mrina, che insieme a Sambatello formano la IX Circoscrizione di Reggio Calabria, ma qual'è la cosa più bella per un Gallicese?

La cosa più bella per un Gallicese è "A festa ra Razia...

Tale festa è antichissima, ed è celebrata in onore di Maria SS delle Grazie. La sua origine è proprio una storia tra leggenda e realtà...

Un bastimento straniero, attraversando lo stretto, fu investito da una violenta tempesta, il bastimento era carico di campane. Questa violenta tempesta spaventò il Comandante e tutto l'equipaggio, che vedendosi ormai perduti, iniziarono a pregare la madonna, promettendole in voto la costruzione di un Tempio sul luogo dove il bastimento sarebbe approdato per grazia sua. Promisero inoltre, una campana, la più grande...

La tempesta cessò all'improvviso e il bastimento approdò dolcemente sulla spiaggia di Gallico, dove al suo interno fu eretto il tempio dedicato alla Madonna delle Grazie, e fu innalzata la campana più grande, come promesso...

Tutto l'equipaggio dimorò a Gallico fino a quando il tempio non fu costruito (forse alle falde della collina della Motta Rossa) tranne uno, un ventenne, un certo Santoro, che faceva il fonditore. Egli fu dato per disperso durante la tempesta, ma non era morto... doveva realizzare un progetto molto semplice e umile, destinato a far la storia per un Gallicese. Quel Santoro doveva scrivere una delle pagine più importanti, forse la più bella, dell'intera vallata di Gallico...

Finita la tempesta, infatti si ritrovò su una spiaggia molto lontana da Gallico e, vivo per miracolo, svolse qualsiasi tipo di  lavoro girovagando per molto tempo, fino a quando giunse dalle nostre parti, dove apprese ciò che avevano fatto i suoi compagni (che erano partiti da tempo avendolo creduto morto) per ringraziare la madonna, ne rimase felice e commosso, e promise alla Madonna di mettere a frutto il suo mestiere di fonditore costruendo, per il Tempio, una seconda campana, cosi facendo, il Santoro, compensò in qualche modo ciò che non aveva potuto fare insieme ai compagni, e nella preghiera, decise di rimanere a Gallico fino alla conclusione dei suoi giorni.


                                            
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